Il centenario di Rodin

A cent’anni dalla sua morte, una grande mostra rende omaggio all’artista e tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne hanno assimilato (o rifiutato) la lezione
Rodin è un riferimento imprescindibile per chiunque si sia cimentato nella scultura in seguito ? Il Grand Palais sembra rispondere afferamtivamente a questa domanda econcentrarsi quindi sull’eredità di Rodin più che sulla sua carriera artistica. La scelta è felice poichè l’approccio incentrato sugli aspetti tematici e formali rende la mostra più vitale ed attuale. Invece di ricostruire la carriera artistica del più grande scultore francese dell’Ottocento, si è scelto di celebrarne la forza attraverso la sua capacità di influenzare le generazioni successivi di artisti. Fin dalla prima sala, con le varie versioni di “pensatori”, quella di Georg Baselitz e quella di Wilhelm Lehmbruck, le opere di Rodin vengono accostate a quelle di artisti che, in un modo o nell’altro, si sono confrontati con lui. Se sulla produzione grafica, il suo influsso sembra meno evidente, è innegabile che anche artisti contemporanei come Annette Messager e Constan Brancusi si siano rapportati al linguaggio, ai temi ed alle forme che Rodin ha contribuito a codificare.
Foto ©Rachele Shamouni-Naghde
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Rodin, la mostra sul centenario al Grand Palais di Parigi
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