Scheda
Evento concluso
Dal 07/09/2011 al 18/12/2011
Lewis Hine
Metro
Gaité, Edgard Quinet (linee 13 o 6)
Orario
Dal martedì alla domenica dalle 13.00 alle 18.30; sabato dalle 11.00 alle 18.45, notturno il mercoledì 20.30. Chiuso lunedì
Biglietti
Intero: 6 €
Ridotto: 4 €
Ridotto: 4 €
Immagine/iwww.henricartierbresson.org
Lewis Hine - Famiglia italiana arrivata ad Ellis Island
Lewis Hine - Ragazzina in fabbrica nel New England 2004
Mostre
Lewis Hine
Armato della sua pesante ed obsoleta macchina fotografica Lewis Wickes Hine (1874-1940) fu un accanito difensore della giustizia sociale, oltre che un artista geniale
Presso la Fondation Henri Cartier-Bresson c'è una bella retrospettiva su Lewis Hine composta du circa 150 fotografie originali provenienti dalla collezione George Eastman House dell'International Museum of Photography di Rochester. La mostra copre un po' tutto l'arco della carriera di Hine e dei suoi temi prediletti: il lavoro minorile, l'arrivo degli immigrati ad Ellis Island, la costruzione dell'Empire State Building, i reportage in Europa alla fine della prima guerra mondiale.
Nato nel 1874 nel Wisconsin, Hine inizia a lavorare come fotografo nel 1906 per enti come il National Child Labor Committee (NCLC), la Croce Rossa americana e il Works Progress Administration. Egli utilizza la fotografia come mezzo di rivendicazione sociale e come supporto pedagocico. Partendo dal presupposto che le immagini hanno un impatto fortissimo e che sono un eccellente strumento didattico, egli le usa in maniera esplicitamente rivolta ad istruire lo spettatore. Il suo è d'altro canto un impegno esplicito e sincero, per cui, se da un lato teatralizza certe scene per aumentarne il pathos, dall'altro i suoi soggetti sono assolutamente autentici e non vi nella fotografia di Hine alcun intento manipolatorio.
Nato nel 1874 nel Wisconsin, Hine inizia a lavorare come fotografo nel 1906 per enti come il National Child Labor Committee (NCLC), la Croce Rossa americana e il Works Progress Administration. Egli utilizza la fotografia come mezzo di rivendicazione sociale e come supporto pedagocico. Partendo dal presupposto che le immagini hanno un impatto fortissimo e che sono un eccellente strumento didattico, egli le usa in maniera esplicitamente rivolta ad istruire lo spettatore. Il suo è d'altro canto un impegno esplicito e sincero, per cui, se da un lato teatralizza certe scene per aumentarne il pathos, dall'altro i suoi soggetti sono assolutamente autentici e non vi nella fotografia di Hine alcun intento manipolatorio.






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