Bruegel, Memling, Van Eyck, ovvero la collezione Brukenthal

I capolavori dell’arte fiamminga (ma non solo) che appartennero al barone che fu consigliere di Maria Teresa d’Austria
Per la prima volta da quando è nato, il museo nazionale rumeno Brukenthal, ex-dimora transilvana dell’omonimo barone ((1721-1803) grandissimo conoscitore e collezionista d’arte, presta all’estero una cinquantina delle sue opere. La collezione di Samuel von Brukenthal è una delle più prestigiose d’Europa e riunisce i massimi esempi dell’arte occidentale tra il XV e il XVII secolo. Il percorso espositivo che si articola su base tematica oltre che cronologica, consente quindi di ammirare il meglio dell’arte fiamminga, dagli affascinanti ritratti dei cosiddetti « primitivi », come Hans Memling e Jan Van Eyck, ai paesaggi misteriori di Bruegel (il Vecchio e il Giovane), fino alle nature morte cariche di simbolismi di Jan Davidsz de Heem e ai bellissimi animali di Paulus Potter. Se è vero che gran parte della collezione è costituita dalla scuola fiamminga, non mancano però i rappresentanti delle altre scuole europee, in particolare quella italiana con Tiziano e Lorenzo Lotto. Notevole anche l’edificio che ospita il museo, ovvero il sontuoso palazzo di Edouard André e Nélie Jacquemart, anch’essi collezionisti d’arte alla fine del XIX secolo.
www.musee-jacquemart-andre.com

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