Intervista a Desirée Rancatore

Desirée Rancatore © Outumuro-Fidelio Artist
Soprano tra i più apprezzati del momento, Desirée Rancatore parla con ALTRAPARIS della sua passione per il canto, della sua carriera e dei suoi progetti futuri.
 
Desirée Rancatore, cantante lirica tra le più stimate del momento, ci accoglie nel suo camerino al Théâtre des Champs Elysées giusto prima di iniziare le prove della giornata. Tra qualche giorno ci sarà la prima del Don Pasquale di Donizetti messo in scena da Denis Podalydes, dove lei debutta nei panni di Norina, personaggio che le piace e la intriga per la sua concretezza, il suo realismo e la sua ambiguità. Desirée si esprime senza difficoltà in francese essendo di casa a Parigi, anzi è proprio qui che all’età di soli vent’anni, fin dal1997 ha debuttato in ruoli che definisce di « coloritura ».

DR: « La prima volta ero veramente una bambina, avevo vent’anni, cantavo piccoli ruoli, come quello della « pastourelle » (la pastorella) e « Le Rossignol » (l’usignolo) ne L’enfant et les Sortilèges (Il bambino e i sortilegi di Maurice Ravel). E dopo questo è arrivato il ruolo di Olympia ne I racconti di Hoffmann.

AP: effettivamente eravamo nel 2002 e da allora la sua voce è molto maturata. Lei ha cantato molto Donizetti: Adina (Elisir d’amore), Lucia (Lucia di Lammermoor) e Marie La fille du régiment) all’Opera di Parigi.

DR: sì, canto molto Donizetti e Bellini, perché il Bel Canto ora come ora è il mio repertorio ideale. Prima interpretavo ruoli di coloritura estrema, per l’appunto l’Olympia oppure l flauto magico e altre cose molto acute. Ora ho gli acuti ma la mia voce è più « rotonda ». Sono diventata più grande e la voce s’è fatta più grande.

AP: Mi sembra che per lei l’assunzione di questo ruolo sia la grande novità e, al contempo, la cosa più importante?

DR: Si, questo è il mio debutto nel ruolo di Norina, che è fantastico. Da un lato somiglia a quello di Adina, perché è capricciosa e non molto simpatica, tuttavia il confine tra simpatia ed antipatia in Norina è più sfumato. E’ entrambe le cose perché, da un lato, è obbligata a fare l’antipatica, ma dall’altro ama Ernesto con tutto il suo cuore e non può sposarlo a causa di Don Pasquale, quindi vuole fargliela pagare.

AP: Mi pare che tra i personaggi femminili della lirica possano essere suddivisi in due categorie: quelli romantici e quelli realistici. Le cenerentole ingenue e sognanti contro donne reali che vengono a patti con realtà e accettano compromessi: Quale tipologia di personaggio preferisce lei?

DR: In Donizetti ci sono molte donne realistiche, donne che vivono e si confrontano con fatti reali. Non si creda, ad esempio, che Lucia sia una semplice eroina romantica, al contrario, è una donna che vive il dramma di stare in un mondo maschilista. Quelle delle opere di Donizetti sono vicende reali, così come le donne che dovevano sopportarle e che in alcuni casi finivano per impazzire per la rabbia e l’impotenza. Per interpretare Lucia, ad esempio, ho dovuto studiare l’isteria, così come era diffusa e conosciuta nel XIX secolo. Alla fine la stessa Lucia, portata dagli eventi si ammala di isteria e muore come accadeva spesso all’epoca. Nell’opera di Donizetti effettivamente si ritrovano donne reali come anche Adina, Norina o la stessa Marie (La fille du régiment), legate alle vicende e ai costumi del loro tempo. Io, mi diverto di più ad incarnare questo tipo di personaggi femminili, perché essendo una donna reale che vive intensamente le sue emozioni riesco veramente a calarmi in questi personaggi.

AP: Quindi Norina le darà occasione di divertirsi ancora sul palco?

DR: Io cantando mi diverto sempre. Soprattutto con Alessandro Corbelli e con questa messa in scena così atipica, quasi agli antipodi di quella classica. Contrariamente a quest’ultima, che prevede un Don Pasquale abbiente alto borghese, il regista Denis Podalydes ha ambientato l’opera in un ambiente povero, dove Don Pasquale è solo un po’ più ricco degli altri in quanto possiede un camioncino da venditore ambulante. Lui rispetto a noi è ricco perché ha qualcosa e quindi può permettersi di diseredare Ernesto e tenere in scacco gli altri personaggi, che non hanno nulla.

AP: Del resto dal video delle prove si nota che, con schiettezza popolare, Norina non dà a Don Pasquale solo una piccolo schiaffo, ma un vero ceffone ben assestato?

DR: ?e lo fa, ad ogni prova! Inoltre io sono siciliana e quando do una sberla lo faccio con l’anima e con tutto il mio corpo…

AP: Torturare in questa maniera il povero Alessandro Corbelli non le crea problema?

DR: No, perché lo faccio con in maniera molto affettuosa. In realtà gli voglio molto bene e anche lui ne vuole a me. D’altro canto preferisco questa Norina diretta e sincera piuttosto che la versione compassata e un po’ « snob ».

AP: Norina si pente dopo aver schiaffeggiato Don Pasquale?

DR: Si, ma è un pentimento breve. Dura all’incirca tre minuti.

AP: Per lei Norina è un personaggio in continuità con altri ruoli analoghi, oppure c’è qualcosa di nuovo?

DR: Di fatto il personaggio di Norina è più lirico di quello Adina. Inoltre io ho cambiato delle cose, ho delle sorprese.

AP: Ha portato delle variazioni?

DR: Come con Adina all’Opera Bastille, ho fatto la « cabalette » con la seconda parte che, di solito viene tagliata e questo è un peccato. All’epoca di Donizetti c’erano due parti: la prima doveva restato così come era stata scritta, mentre sulla seconda la cantante poteva fare delle variazioni. Così ho fatto e ho constatato che al pubblico piaceva molto. Quindi ho applicato lo stesso metodo in quest’opera.

AP: quindi lei scrive da sé le sue variazioni?

DR: sì, e mi piace moltissimo. Chiaramente poi sottopongo queste mie idee ai musicisti e le elaboriamo insieme, perché non voglio certo imporre la mia visione senza confrontarmi con gli altri.

AP: quindi questo per lei è uno dei piacere dell’assunzione di un ruolo nuovo?

DR: certo, è il piacere di fare mio il personaggio.

AP: All’epoca dell’Olimpia dei Racconti di Hoffmann non aveva ancora sperimentato questa libertà?

DR: no, a quei tempi non scrivevo variazioni, ne facevo comunque molte, ma erano le variazioni da « tradizione ». Infatti questa è un’usanza che all’epoca vigeva innanzitutto come rapporto tra il cantante e il compositore. Il compositore non scriveva variazioni perché si metteva d’accordo al momento con il cantante. Ai giorni nostri, molti di noi cantanti si rifanno alle variazioni registrate da grandi cantanti del passato. Oppure ci dilettiamo a scrivere e proporre delle variazioni; sempre naturalmente che il testo lo consenta, ad esempio in Verdi questo non sarebbe possibile. Al contrario, in Bellini, Donizetti o nel barocco, dove un’aria ha la parte A e la parte B, si può variare. Del resto questo è pienamente nella spirito del bel canto, ovvero un repertorio da virtuosi dove il cantante deve per l’appunto mostrare tutta la sua abilità tecnica.

AP: comunque è notevole che un cantante abbia la preparazione musicale per arrivare a scrivere delle variazioni che, come lei stessa ha detto, abbiano la doppia valenza di mostrare cosa sa fare con la sua voce e di appropriarsi del personaggio.

DR: Bisogna considerare che i cantanti al giorno d’oggi hanno una preparazione piuttosto completa. Penso in particolare a Nathalie Dessay che è un’amica, ma anche uno dei miei idoli.

AP: mi pare di ricordare che avete collaborato in più occasioni

DR: sì, la stessa Olympia è un ruolo che veniva da lei. Ai tempi dei I racconti di Hoffmann messi in scena da Robert Carsen io cantavo nel cast B la parte di Nathalie. Dal 2002 l’ho fatto da sola, ma prima aveva fatto molte interpretazioni come riserva di Nathalie, sono cresciuta dietro di lei ed è stata una grande scuola.

AP: Si cimenterà nel repertorio francese?

DR: Mi piace molto. Ho già cantato Lakmé che è un’opera meravigliosa e che amo moltissimo. L’ho cantata in tre produzioni diverse, ma purtroppo è un’opera che viene rappresentata di rado. Poi in concerto canto Ophélie e Manon, ma per il momento aspetto perché per cantare tutta la Manon la mia voce deve maturare ancora un paio d’anni. Comunque canto molto in francese, Les pêcheurs de perles e altre cose ancora, ma per il momento attendo?

AP: trovo prudente ed intelligente la maniera in cui lei lascia maturare la sua voce.

DR: la voce è una sola, non ne ho di riserva?Ho cominciato intorno ai vent’anni, con le parti di « coloritura », poi, quando ho sentito che la mia voce era pronta ho cantato ruoli più lirici, ho fatto Rigoletto, Lucia, Elvira. Penso che questa sia la maniera giusta di continuare un percorso artistico che è anche la mia carriera.

AP: quindi lei non subisce la pressione delle major che, in molti casi, spingono i cantanti a fare scelte poco consone alla loro evoluzione artistica

DR: Non so se sia un fortuna o una sfortuna, ma io non ho firmato con alcuna casa discografica. In realtà mi sarebbe piaciuto, ma d’altro canto è vero che tendono a condizionare la carriera e fondamentalmente si perde la libertà di scegliere cosa fare. Comunque per il momento va bene così, in fondo ho già sedici anni di carriera.

AP: e per il futuro?

DR: continuerò con il mio repertorio di bel canto, con tante Norine, puritani e figlie del reggimento. I ruoli che ho cantato più spesso sono la Gilda nel Rigoletto che viene subito dopo Olympia: 110 rappresentazioni di Olympia e 70 di Gilda. Poi, il 2013 sarà l’anno verdiano, quindi ci sarà Rigoletto un po’ dappertutto. Inoltre sono veramente contenta di cantare La figlia del reggimento qui a Parigi perché la produzione di Laurent Pelly mi piace moltissimo e sono onorata di essere lì, dopo Nathalie Dessay, come ai vecchi tempi. In più è un’opera eccezionale dove si possono fare molte variazioni. Sono contenta anche perché canterò con il mio « fratello » artistico, ovvero Celso Albelo che è un tenore di Teneriffe con cui amo molto lavorare. Poi, il top della mia carriera sarà Traviata, ma con calma. Per il momento l’ho cantata a piccoli pezzi in concerto. L’aria, le due arie, i due duetti. Per vedere e per capire. Poiché si tratta di un’opera molto particolare e completa, con un primo atto di coloritura, un secondo atto lirico quasi drammatico, il terzo atto lirico con note soavi etc. Per cantare la Traviata bisogna che la voce sia evoluta completamente, quindi attendo ancora un paio d’anni, per me questo è un obbiettivo.

AP: quindi si torna all’idea di queste figure femminili difficili e tormentate con un vissuto drammatico rispetto al mondo maschile.

DR: assolutamente si. Violetta è una donna incredibile, malata ma forte. Fragile ma decisa; e la maniera in cui canta esprime questi contrasti.

AP: Tornando a Don Pasquale, Norina è obbligata a stare al gioco. Ovvero per sposare l’uomo che ama deve stare al gioco del medico?non ha scelta. Alla fine è una donna con tre uomini: il marito per necessità, l’amante e il medico

DR: Si, in particolare in questa versione il dottor Malatesta è una figura mefistofelica e manipolatrice, poiché Norina ha comunque bisogno di essere guidata in questo piano machiavellico. Infatti all’inizio è maldestra, mette abiti e parrucche sbagliate e ridicole. Poi impara.

AP: eppure anche all’inizio sembra abbastanza disincantata, con il suo scarso coinvolgimento nell’Orlando Furioso che sta leggendo.

DR: questo è perché lei non crede nelle « romanticherie », è una donna che non ha nulla e deve innanzitutto confrontarsi con la realtà.

AP: all’opposto della versione del metropolitan, così ricca ed opulenta?

DR: Si, certo, è proprio questo aspetto che è interessante nella versione di Denis Podalydes che ha collocato i personaggi in un contesto più ordinario, ma anche più vicino al pubblico e ad una sensibilità più moderna. Trovo che sia un ottima versione e devo dire che lavorare con lui è stato un privilegio e un gran piacere per noi tutti.

Intervista realizzata da Altraparis – Rachele Shamouni-Naghde e Stefano Zago
Con contributo tecnico di Philippe Garnier

Desirée Rancatore © Outumuro-Fidelio Artist
 
Intervista a Desirée RANCATORE
 
 
Don Pasquale, le prove – Desirée Rancatore e Alessandro Corbelli
Prove in studio del Don Pasquale di Donizetti, per la regia di Denis Podalydès e la direzione di Enrique Mazzola.
6 rappresentazioni dal 13 al 23 febbraio 2012

Immagine: Desirée Rancatore © Outumuro-Fidelio Artist

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