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L’Opera Garnier a Parigi

Realizzato dall’architetto Charles Garnier, il palazzo dell’Opera Garnier a Parigi è uno dei monumenti più interessanti della città.
 

All’epoca in cui gli venne affidato l’incarico di contruire un nuovo teatro lirico, Charles Garnier era un giovane architetto quasi sconosciuto, che aveva, del tutto inaspettatamente, vinto il concorso che avrebbe dovuto attribuire il progetto al celebre Eugène Viollet-le-Duc.
Di fatto, come possiamo vedere dallo straordinario risultato, il suo progetto aveva qualcosa di veramente originale. Come scrisse nel trattato che pubblicò subito dopo l’inaugurazione del teatro, Garnier riteneva che l’opera lirica fosse la sintesi delle arti e che, perciò, meritasse di avere un “tempio” dedicato alla musica ed alla poesia.
Di fatto Garnier partiva dal presupposto che il palazzo dovesse costituire, in architettura, ciò che la lirica rappresenta per le arti dello spettacolo. E così è stato.

Fin dalla facciata, iconostasi ornata dalle effigi dei grandi musicisti, si capisce che siamo di fronte ad una vera e propria “messa in scena”: gli ori, i festoni, le statue, i mosaici e i marmi policromi ne fanno quasi un’apparizione fiabesca. L’esterno è solo un preludio a quella che sarà la scintillante magia degli interni, dove le ricchissime decorazioni, gli ori dei mosaici e i cromatismi dei marmi preziosi celebrano l’arrivo del pubblico e lo accompagnano verso la celebrazione del culto dell’opera.
La sua architettura è stata definita “neo-barocca”, “eclettica”, “Beaux Arts” o semplicemente “Stile Napoleone III”, ma ciò che più conta è l’armonia dell’edificio, che riesce a coniugare lirismo e funzionalità.

La visita comincia dalla “Rotonda degli abbonati“, atrio circolare fatto per l’accesso in carrozza per poi risalire la spettacolare scalinata (grand escalier), dopo essere passati di fronte alla misteriosa e seducente “Pythonisse”.
La decorazione è un crescendo di luci, ori, stucchi, marmi e statue policrome. La sala, dall’insospettabile armatura in ferro, e dall’eccezionale acustica, è relativamente “sobria”, mentre il fastoso “foyer” è l’apoteosi decorativa del palazzo. Ogni dettaglio fu curato personalmente da Garnier, che incaricò i migliori artisti e dell’epoca, Carpeaux, Baudry, Gumery, e rilanciò il mosaico facendo venire da Venezia gli artigiani Salviati e Facchina.


L’Opera Garnier a Parigi è
UNA VISITA PROPOSTA DA

RACHELE SHAMOUNI-NAGHDE,
GUIDA PROFESSIONISTA A PARIGI 


Rachele Shamouni-Naghde
Scopri le mie proposte di visita guidata a Parigi

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